Urrà Torino - Aree

Via Artom

Con uno sguardo al contesto ambientale di via Artom e via Fratelli Garrone, Emanuela Ascari ripensa all’immaginario di Mirafiori e alla sua identità oggi e ne propone una “riconversione” attraverso una luce d’artista.

Illustrazione Via Artom
VIA ARTOM

L'AREA

L’area di Via Artom si trova a Mirafiori Sud, quartiere conosciuto a livello internazionale quale quartiere della cosiddetta Grande Fabbrica, la FIAT.

Nonostante il quartiere abbia perso la sua vocazione industriale da ormai vent’anni e non sia più, di fatto, il quartiere operaio, tale rimane nell’immaginario della città.

Via Artom è il simbolo degli anni più “caldi” di Mirafiori, associato -a partire dagli anni Ottanta- a delinquenza e degrado.

Gli importanti interventi di riqualificazione dei primi anni Duemila, hanno avviato un processo di costruzione di nuova identità del quartiere che però fatica a riscattarsi dalla sua nomea.

Simbolo dell’area le cosiddette “case torri”, edifici a 10 piani distribuite fra via Artom e via Fratelli Garrone, realizzate in prefabbricazione che oggi ospitano 1298 abitanti.

Due delle torri, in stato di grave degrado, sono state abbattute nel 2003 in una giornata di cui l’intera città ha memoria, quasi a simboleggiare la fine e la rinascita di un’era. Al loro posto un nuovo edificio.

La strada costeggia il Parco Colonnetti, che ospita una delle case del quartiere della città di Torino – la Casa nel Parco- e finisce al confine della città col comune di Nichelino.

VIA ARTOM

LA RESIDENZA D'ARTISTA

Mirafiori deriva dal nome dell’antico castello Miraflores per la varietà e quantità di specie floreali messe a dimora nel parco. Il castello sorgeva nei pressi del torrente Sangone a sud di Torino, fatto erigere a fine ‘500 dal duca Carlo Emanuele I di Savoia per sua moglie Caterina Michela d’Asburgo. Oggi dell’antica dimora rimangono poche tracce e il toponimo che indica l’intera zona circostante. A partire dagli anni ‘40, l’area subisce un profondo cambiamento, legando il suo destino a quello della grande industria italiana automobilistica e Mirafiori diventa sinonimo di fabbrica, operai, automobile.

Con uno sguardo al contesto ambientale di via Artom e via Fratelli Garrone, Emanuela Ascari propone una “riconversione” del nome del quartiere Mirafiori, che rimanda immancabilmente all'immaginario industriale, in MIRAFLORA.

Un nuovo termine per una nuova identità collettiva di un territorio che negli ultimi ha visto una progressiva trasformazione green, con la riqualificazione di ampie aree, l’insediamento di nuove funzioni e la sperimentazione di nuove pratiche e progetta con questa parola una “luce d'artista” per Via Artom. Una luminaria da balcone, a dar luce a uno spazio comune a partire dallo spazio privato, coinvolgendo di anno in anno, famiglie che si renderanno disponibili ad ospitare ed esporre l'opera sul proprio balcone.

La luminaria che guarda al futuro del quartiere è realizzata in sinergia con i giovani studenti delle scuole tecniche S. Carlo di Torino e dell’istituto Forte Chance che hanno supportato l’artista nella realizzazione della parte lignea e nell’impianto elettrico.

Emanuela Ascari

EMANUELA ASCARI

Emanuela Ascari esplora territori cercando forme di un pensiero ecologico a partire dall'interazione dell'uomo con l'ambiente. Ha partecipato a numerose residenze per artisti e ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all'estero. Dal 2017 ha avviato un progetto di ospitalità e ricerca in ambiente rurale, in Romania.